Il mega progetto della Variante di Valico aveva come obiettivo quello di migliorare la viabilità e la percorrenza di una delle arterie autostradali  più importanti d’Italia, la A1 meglio nota come “Autostrada del  Sole”. L’autostrada che collega il Sud e il Nord del Paese. Toccando le principali città d’Italia; Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano.

In particolare nl tratto appenninico che attraversa le regioni Toscana ed Emilia Romagna,  si è realizzato un nuovo tracciato che non solo ha aumentato la sicurezza, ma ha reso più fluida la percorrenza grazie alla riduzione dei tempi medi di percorrenza fino a 15 minuti. Dalla sua inaugurazione ha consentito una forte riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, riducendo al tempo stesso i consumi per automobilisti e autotrasportatori per un valore di circa 100 milioni di litri di carburante all’anno.

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Lo schema dell’opera costata circa 4 miliardi di euro.

Il tracciato

Il tracciato della Variante di Valico si sviluppa per un totale di circa 59 km attraversando due Regioni, l’Emilia Romagna e la Toscana, e otto Comuni. La Variante prevede 45 interventi: 23 viadotti e 22 gallerie. In dettaglio si tratta di 28,7 km realizzati in galleria e 10,6 km in viadotto, mentre e i restanti 19,7 km sono realizzati in sede naturale o trincea. La sezione stradale sarà composta da tre corsie (una di emergenza) per senso di marcia, con spartitraffico centrale. Le pendenze del profilo longitudinale si manterranno intorno al 2%. La quota di valico, rispetto agli attuali 716 metri, sarà abbassata a 490 metri per rendere più veloce l’attraversamento. Il nuovo tracciato sarà più corto dell’attuale di circa 3 km. La Variante di Valico è composta da 13 lotti e procedendo da nord verso sud da tre macro-tratte distinte:

  • Prima Tratta: Bologna Casalecchio – La Quercia

l lavori in questa tratta lunga 23,5 km hanno interessato soprattutto il percorso tra Sasso Marconi e La Quercia (Rioveggio), con la costruzione della terza corsia in entrambi i sensi di marcia e il rifacimento dello svincolo di Sasso Marconi. In prossimità dell’abitato di Sasso Marconi è stato modificato il tracciato, spostandolo quasi interamente in galleria tra le Valli del Reno e del Setta: ciò ha consentito di rettificare dal punto di vista del piano altimetrico il tracciato esistente. Nelle vicinanze di Lama di Setta è stata realizzata una seconda rettifica, anch’essa totalmente in galleria e viadotto: nel complesso i due interventi hanno consentito di eliminare alcune curve, con una riduzione di circa 1 km. L’iniziale sede autostradale rimane ancora operativa come variante della Strada Statale 325.

  • Seconda Tratta: La Quercia – Aglio

Può essere considerata la “vera” Variante di Valico: ha una lunghezza di 32 km, una nuova sede con carreggiate separate e tre corsie continue per senso di marcia (due di traffico e una di emergenza). L’elemento centrale della tratta è la Galleria di Base, l’opera più importante della Variante di Valico: 8.600 metri di lunghezza e valico posto a 490 metri di altezza, 226 metri sotto l’attuale Galleria Citerna. In questo modo, con il tracciato in Variante, le ampie curve e le basse pendenze sostituiscono le attuali forti pendenze e tortuosità del tratto autostradale da Rioveggio a Pian del Voglio e verso il valico della Galleria Citerna. Con la Variante si hanno dunque salite più lievi, velocità commerciali più alte e tempi di percorrenza inferiori.

  • Terza Tratta: Aglio – Barberino

Per la terza tratta fra Aglio e lo svincolo di Barberino del Mugello di 6,1 km, il progetto prevede la realizzazione di una nuova carreggiata a tre corsie (con corsia di emergenza solo all’aperto) a senso unico verso sud, utilizzando invece per intero l’attuale sede autostradale in senso unidirezionale verso nord. In questo modo la direzione nord avrà quattro corsie a disposizione.


LE TECNOLOGIE INNOVATIVE

l lavori per la Variante di Valico si svolgono in uno dei territori morfologicamente e geologicamente più complessi d’Europa per la presenza di gas e formazioni geologiche instabili in sotterraneo.

Per ridurre al minimo l’interferenza con il terreno e le relative deformazioni che si sviluppano in maniera veloce in presenza di grandi diametri, per la Galleria Sparvo (2.495 metri di lunghezza) è stato adottato  dalla Toto Costruzioni Generali uno scavo meccanizzato con TBM (Tunnel Boring Machine), una sorta di “fabbrica mobile” che consente di industrializzare lo scavo, il cui utilizzo è stato preceduto da un’analisi della stabilità del fronte dello scavo con modelli sperimentali matematici.

La parte più importante della TBM è la fresa, la più grande mai utilizzata in Europa: prodotta in Germania e arrivata in tali a via mare, è costata 50 milioni di euro, ha un diametro di 15,62 metri e una lunghezza di 11O metri. Il suo peso è di 5 mila tonnellate con una potenza di 15 mila kW e una velocità media di scavo di circa 1O metri al giorno. La fresa dei record scava il terreno con la rotazione della testa, raccoglie il materiale e lo convoglia con dei nastri trasportatori verso l’esterno del tunnel. Contemporaneamente, come in una catena di montaggio, la TBM posa i conci, cioè i supporti prefabbricati di cemento armato dello spessore di 70 centimetri che fanno da rivestimento alla galleria. Il collegamento tra i conci è realizzato con bulloni di acciaio: per garantire il loro allineamento è prevista la realizzazione di connessioni nei getti tipo maschio-femmina e l’impiego di barre guida. La tipologia dell’armatura dei conci prefabbricati e la classe di resistenza del calcestruzzo sono variabili in funzione dei materiali attraversati lungo il tracciato. A ogni avanzamento della TBM, il tratto di galleria alle sue spalle è già terminato.

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